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Quartiere ebraico di Roma: il Ghetto, storia e cosa vedere

Il quartiere ebraico di Roma è l'antico Ghetto istituito nel 1555: storia, Portico d'Ottavia, Sinagoga e Museo Ebraico con orari e prezzi ufficiali, e i piatti della cucina giudaico-romanesca.

Dettagli ornamentali e targhe su un angolo di strada nell'antico Ghetto ebraico di Roma

Il quartiere ebraico di Roma è l'area dell'antico Ghetto, nel centro storico, tra il Portico d'Ottavia, il Teatro di Marcello e il Tevere. Istituito nel 1555 e chiuso definitivamente nel 1870, oggi è un quartiere abitato e molto frequentato, con la Sinagoga e il Museo Ebraico e la tradizione della cucina giudaico-romanesca. Ecco la sua storia, cosa vedere e le informazioni pratiche confermate dal sito ufficiale del museo.

La storia del quartiere ebraico di Roma

Secondo la scheda di Turismo Roma sull'Antico Ghetto Ebraico, il Ghetto nacque nel 1555 per ordine di papa Paolo IV. Chi vi abitava era obbligato a risiedere all'interno del recinto e a portare un segno distintivo; erano imposti inoltre pesanti divieti in materia di commercio e di proprietà immobiliari. È uno dei ghetti più antichi del mondo, preceduto soltanto da quello di Venezia, del 1516.

Nei secoli successivi ci furono alcuni brevi periodi in cui il Ghetto venne aperto, seguiti però da nuove chiusure. La sua fine arrivò nel 1870, con la breccia di Porta Pia e la conclusione del potere temporale dei papi. Con il piano regolatore del 1888 una parte dell'area dell'antico Ghetto fu liberata, ed è proprio lì che sorse la nuova grande Sinagoga.

Il 16 ottobre 1943

La pagina più dolorosa della storia del quartiere è il 16 ottobre 1943, giorno del rastrellamento nazifascista degli ebrei di Roma. Camminando per le strade del Ghetto si incontrano le pietre d'inciampo, piccole targhe inserite nel selciato che ricordano i nomi di chi fu deportato nei campi di sterminio. Fermarsi a leggerle è parte essenziale della visita.

Cosa vedere nel Ghetto di Roma

Il quartiere è piccolo e si gira bene a piedi. L'asse principale è via del Portico d'Ottavia, ma vale la pena perdersi anche nelle strade laterali: via della Reginella, via di Sant'Ambrogio, via del Tempio, piazza delle Cinque Scole e piazza dei Cenci.

Il Portico d'Ottavia

Il monumento simbolo del quartiere è il Portico d'Ottavia, in via del Portico d'Ottavia 29. Fu ricostruito da Augusto tra il 27 e il 23 a.C. al posto del più antico Portico di Metello e dedicato alla sorella Ottavia. Dopo un incendio nel 191 fu restaurato e in parte ricostruito da Settimio Severo nel 203: gran parte dei resti visibili oggi risale a questa fase. In origine era un grande quadriportico di 119 per 132 metri; oggi ne restano l'angolo sud-orientale e il vestibolo d'ingresso.

Tra tarda antichità e Medioevo i portici ospitarono la vendita del pesce: la zona era detta Forum Piscium o Pescheria Vecchia ed è rimasta il principale mercato del pesce della città fino alla fine dell'Ottocento. Nelle strutture del portico è inserita la chiesa di Sant'Angelo in Pescheria. L'area è sempre accessibile e si raggiunge con una piccola rampa che prosegue via del Portico d'Ottavia.

Piazza Mattei e le altre tappe

A pochi passi si trova piazza Mattei con la Fontana delle Tartarughe. Nella zona meritano una sosta anche il Teatro di Marcello, la Casa di Lorenzo Manilio e il Ponte dei Quattro Capi, chiamato anche Pons Judaeorum, che collega la riva all'Isola Tiberina.

La Sinagoga e il Museo Ebraico di Roma

Il Tempio Maggiore, la grande Sinagoga di Roma, fu inaugurato nel 1904. Il progetto, scelto con un concorso pubblico, è degli architetti Osvaldo Armanni e Vincenzo Costa; la cupola, a base quadrata, è rivestita di alluminio e gli interni sono decorati in stile Liberty. Nello stesso complesso si trova il Tempio Spagnolo, sistemato all'interno della Sinagoga nel 1932 e arricchito nel 1948 con gli arredi in marmo provenienti dalle Cinque Scole, le antiche sinagoghe del Ghetto. Lo racconta la pagina dedicata alle sinagoghe sul sito del Museo Ebraico.

Il Museo Ebraico di Roma ha sede nel complesso della Sinagoga, con ingresso da via Catalana. Secondo la pagina delle tariffe del Museo Ebraico, il biglietto comprende la visita al museo con audioguida scaricabile in sei lingue e l'ingresso al Tempio Maggiore con visita guidata.

Orari e prezzi del Museo Ebraico

Gli orari cambiano nel corso dell'anno. Questi sono quelli indicati nella pagina giorni e orari di apertura del sito ufficiale, consultata a novembre 2026. Il museo è chiuso il sabato e nelle festività ebraiche: il calendario delle chiusure è pubblicato sulla stessa pagina.

PeriodoDomenica – giovedìVenerdì
1 novembre – 14 gennaio10:00–16:00 (ultimo ingresso 15:15)9:00–14:00 (ultimo ingresso 13:15)
15 gennaio – 5 febbraio10:00–16:30 (ultimo ingresso 15:45)9:00–14:00 (ultimo ingresso 13:15)
1 aprile – 30 settembre10:00–18:00 (ultimo ingresso 17:15)10:00–16:00 (ultimo ingresso 15:15)
1 – 24 ottobre10:00–17:00 (ultimo ingresso 16:15)9:00–14:00 (ultimo ingresso 13:15)
25 – 31 ottobre10:00–16:30 (ultimo ingresso 15:45)9:00–14:00 (ultimo ingresso 13:15)
Sabato e festività ebraicheChiusoChiuso

Per il periodo dal 6 febbraio al 31 marzo controlla direttamente il sito del museo. I prezzi indicati per l'acquisto senza prenotazione online sono: intero 12 euro, ridotto per convenzioni 10 euro, studenti 6 euro. L'ingresso è gratuito per i bambini fino a 10 anni, per le persone con disabilità certificata superiore al 74% (e per l'accompagnatore, se non autosufficienti), per i titolari di tessera ICOM e ICOMOS, per le forze dell'ordine e per i giornalisti accreditati.

La cucina giudaico-romanesca

Il quartiere ebraico di Roma è famoso anche a tavola. La tradizione giudaico-romanesca e la cucina kasher sono parte dell'identità del Ghetto, e Turismo Roma ricorda alcuni piatti simbolo da assaggiare in zona:

  • carciofi alla giudia, il piatto più celebre del quartiere;
  • filetti di baccalà;
  • tortino di aliciotti e indivia;
  • crostata con marmellata di visciole e ricotta, tra i dolci più tipici.

Accanto ai locali della tradizione ci sono pasticcerie conosciute e ristoranti che propongono anche piatti fusion. Chi segue un'alimentazione kasher trova in zona diverse opzioni: in caso di dubbi, chiedi direttamente al locale quale certificazione segue.

Consigli per visitare il quartiere ebraico

Il Ghetto è un quartiere abitato, con una comunità viva e luoghi di culto attivi: abbigliamento e comportamento rispettosi sono d'obbligo, soprattutto vicino alla Sinagoga. Il percorso a piedi può partire dal Portico d'Ottavia, toccare piazza Mattei e le strade laterali e chiudersi con la visita al Museo e al Tempio Maggiore, tenendo conto degli orari. Per chi ha esigenze di accessibilità, la rampa del Portico d'Ottavia è percorribile anche in sedia a rotelle.

Domande frequenti

Dove si trova il quartiere ebraico di Roma?

Nel centro storico, nell'area dell'antico Ghetto tra il Portico d'Ottavia, il Teatro di Marcello e il Tevere, di fronte all'Isola Tiberina. L'asse principale è via del Portico d'Ottavia.

Quando è nato il Ghetto di Roma?

Nel 1555, per ordine di papa Paolo IV. Fu chiuso definitivamente nel 1870, dopo la breccia di Porta Pia.

Quanto costa il biglietto del Museo Ebraico di Roma?

Secondo il sito ufficiale, senza prenotazione online l'intero costa 12 euro, il ridotto per convenzioni 10 euro e quello per studenti 6 euro. Il biglietto include la visita guidata al Tempio Maggiore.

Il Museo Ebraico è aperto il sabato?

No. Il museo è chiuso il sabato e durante le festività ebraiche; il venerdì ha un orario ridotto.

Cosa si mangia nel Ghetto di Roma?

I piatti simbolo della cucina giudaico-romanesca sono i carciofi alla giudia, i filetti di baccalà, il tortino di aliciotti e indivia e la crostata di visciole e ricotta.

La redazione di Little Market Roma racconta la città di tutti i giorni: mercati e mercatini, quartieri, eventi, shopping e vintage.

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