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Quartiere Coppedè a Roma: storia, cosa vedere e come arrivare

Il quartiere Coppedè a Roma, ideato da Gino Coppedè tra il 1915 e il 1927: la storia, l'arco di via Tagliamento, piazza Mincio con la Fontana delle Rane, il Villino delle Fate e come arrivarci.

Facciata in stile Liberty con balcone in ferro battuto tra le foglie (immagine illustrativa, non del quartiere Coppedè)

Il quartiere Coppedè a Roma è un piccolo complesso di palazzine e villini costruito tra il 1915 e il 1927 su progetto dell'architetto Gino Coppedè, tra via Salaria e via Nomentana. Si visita a piedi in modo libero, perché le sue strade e piazza Mincio, con la Fontana delle Rane, sono spazi pubblici. Ecco la sua storia, cosa vedere passo dopo passo e come organizzarsi per arrivarci.

Che cos'è il quartiere Coppedè a Roma

Più che un quartiere amministrativo, il Coppedè è un insieme architettonico compatto: secondo la scheda di Turismo Roma dedicata al quartiere Coppedè comprende 26 palazzine e 17 villini, raccolti in un'area del quadrante Trieste-Salario, a nord del centro storico. Chi ci arriva per la prima volta ha l'impressione di entrare in un set cinematografico, e non è un caso: le facciate mescolano Liberty, Art Déco, richiami greci, gotici, barocchi e medievali in un modo davvero insolito per Roma.

Non ci sono biglietti né orari: si tratta di case abitate e strade di uso quotidiano. Proprio per questo il quartiere va vissuto con discrezione, guardando le facciate dalla strada e rispettando la vita di chi ci abita.

La storia: Gino Coppedè e un cantiere durato dodici anni

Il progetto porta il nome del suo autore, l'architetto Gino Coppedè, che lo progettò e lo realizzò tra il 1915 e il 1927. Dopo la sua morte, i lavori furono portati a termine dal genero, Paolo Emilio Andrè. Il risultato è uno degli esempi più noti di architettura eclettica nella Roma del primo Novecento.

Lo stile di Coppedè non segue una sola scuola. Ogni edificio è un piccolo racconto fatto di archi, mosaici, ferro battuto, animali e figure fantastiche. È questa libertà decorativa a rendere il complesso così riconoscibile e così fotografato.

Il Coppedè al cinema

L'atmosfera insolita delle sue strade ha attirato molti registi. Dario Argento lo ha scelto per alcune scene di Inferno e de L'uccello dalle piume di cristallo; tra gli altri film girati qui ci sono Il profumo della signora in nero di Francesco Barilli, Ultimo tango a Zagarolo di Nando Cicero e Audace colpo dei soliti ignoti di Nanni Loy.

Cosa vedere nel quartiere Coppedè

La visita è breve ma densa di dettagli. Conviene seguire un percorso semplice: entrare dall'arco, raggiungere piazza Mincio e girarle intorno con calma.

L'Arco e i Palazzi degli Ambasciatori

L'ingresso scenografico del quartiere è l'arco all'angolo tra via Tagliamento e via Dora, che collega i due Palazzi degli Ambasciatori. È riccamente decorato e sotto la volta pende un grande lampadario in ferro battuto: alzare lo sguardo è d'obbligo.

Piazza Mincio e la Fontana delle Rane

Il cuore del complesso è piazza Mincio, al centro della quale si trova la Fontana delle Rane. Secondo la scheda di Turismo Roma sulla Fontana delle Rane, la fontana fu realizzata nel 1924 dallo stesso Gino Coppedè ed è stata restaurata nell'ottobre 2020. Le rane sono dodici: otto sul bordo della vasca superiore e quattro nelle grandi valve di conchiglia sostenute da figure maschili, e da ognuna esce un getto d'acqua. La base è quadrilobata e la composizione richiama le fontane barocche romane: le rane sono state lette come un omaggio alle tartarughe della Fontana di piazza Mattei, mentre le grandi api ricordano la Fontana delle Api di piazza Barberini.

La Palazzina del Ragno

Affacciata sulla piazza, la Palazzina del Ragno si ispira all'arte assiro-babilonese e deve il nome al grande ragno raffigurato sulla facciata. È uno dei dettagli più cercati da chi visita il quartiere.

Il Villino delle Fate

Al civico 3 di piazza Mincio si trova il Villino delle Fate, costruito tra il 1920 e il 1927. In realtà sono tre corpi di fabbrica riuniti attorno a un piccolo giardino, secondo il modello della città giardino. L'edificio è volutamente asimmetrico, con archi e fregi di gusto medievale, e unisce marmo, mattoni, travertino, terracotta e vetro. All'ingresso su piazza Mincio un mosaico circolare mostra tre fanciulle in abiti romani che suonano la lira, cantano e suonano la chitarra, con l'iscrizione «i villini delle fate, Neme, Melete, Aede». Il villino è una proprietà privata: si ammira solo dall'esterno.

Cosa vedereDove si trovaIl dettaglio da notare
Arco dei Palazzi degli AmbasciatoriAngolo tra via Tagliamento e via DoraIl grande lampadario in ferro battuto sotto l'arco
Fontana delle Rane (1924)Centro di piazza MincioLe dodici rane che versano acqua
Palazzina del RagnoPiazza MincioIl ragno in facciata e i motivi assiro-babilonesi
Villino delle Fate (1920–1927)Piazza Mincio 3Il mosaico con le tre fate all'ingresso (proprietà privata)

Come arrivare al quartiere Coppedè

Il Coppedè si trova nel quadrante Trieste-Salario, tra via Salaria e via Nomentana: il punto di riferimento per l'arrivo è l'arco su via Tagliamento, all'angolo con via Dora, mentre la meta della passeggiata è piazza Mincio. La zona si gira facilmente a piedi e si presta a essere abbinata ad altri luoghi del quadrante, come Villa Torlonia su via Nomentana, Villa Ada o il museo MACRO in via Nizza.

Per i mezzi pubblici è meglio controllare il percorso il giorno stesso. Nel 2026 la rete tranviaria di Roma è interessata da lavori di ammodernamento e, in diversi periodi, varie linee tram sono state sostituite da bus: prima di partire verifica linee, fermate e deviazioni sul sito di ATAC, che pubblica le notizie aggiornate sul servizio.

Consigli pratici per la visita

La passeggiata non richiede prenotazioni ed è gratuita, perché si svolge in strade e piazze pubbliche. Il complesso è raccolto, quindi non serve una giornata intera: è una tappa ideale da inserire in un pomeriggio nel quadrante nord della città. Chi ama la fotografia trova soggetti ovunque, dai mosaici al ferro battuto, fino alle decorazioni con rane, api e ragni.

Per chi ha bisogno di informazioni sull'accessibilità, Turismo Roma rimanda alla propria sezione dedicata alla Roma accessibile. In generale, ricordati che la Fontana delle Rane è un monumento storico restaurato nel 2020: non ci si siede sui bordi e non si entra nell'acqua.

Domande frequenti

Chi ha progettato il quartiere Coppedè?

L'architetto Gino Coppedè, che lo progettò e costruì tra il 1915 e il 1927. Dopo la sua morte i lavori furono completati dal genero Paolo Emilio Andrè.

Si paga per visitare il quartiere Coppedè?

No. Il quartiere è fatto di strade e piazze pubbliche, quindi la passeggiata è libera e gratuita. Gli edifici, invece, sono abitazioni private e non sono visitabili all'interno.

Quante rane ci sono nella Fontana delle Rane?

Dodici: otto sul bordo della vasca superiore e quattro nelle valve di conchiglia sorrette dalle figure maschili. La fontana risale al 1924 ed è stata restaurata nell'ottobre 2020.

Si può entrare nel Villino delle Fate?

No, il Villino delle Fate in piazza Mincio 3 è una proprietà privata. Si può ammirare dall'esterno, compreso il mosaico circolare all'ingresso.

Come si arriva al quartiere Coppedè con i mezzi?

Il quartiere si trova tra via Salaria e via Nomentana, con ingresso dall'arco di via Tagliamento. Poiché nel 2026 la rete tram è interessata da lavori e sostituzioni con bus, conviene controllare il percorso aggiornato sul sito ATAC prima di partire.

La redazione di Little Market Roma racconta la città di tutti i giorni: mercati e mercatini, quartieri, eventi, shopping e vintage.

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